Moka: tutto quello che c’è da sapere

Nella Penisola gli appassionati di caffè non mancano di certo, e la moka rappresenta senza ombra di dubbio la caffettiera più diffusa in assoluto. Fa parte delle nostre tradizioni, ma ogni generazione la accoglie come si accoglierebbe un cucciolo: facendogli le feste e aspettandosi in cambio da lui tanto, tantissimo amore.

Le tecnologie avanzano, la società si sviluppa, ma la moka rimane lì nelle nostre cucine, con la sua caldaia saldamente piantata sul fornello. I motivi del suo successo sono numerosi: è divertente da usare, consente di ottenere un caffè forte e aromatico, e come detto è un pezzo delle nostre tradizioni. Di contro, è meno semplice da usare di quanto non si possa credere, al punto che per comprenderla appieno devi sapere esattamente come funziona.

Non a caso, il problema del caffè amaro e bruciato – molto frequente con la moka – dipende proprio dall’utilizzo scorretto che spesso facciamo dello strumento. Ecco spiegato perché oggi scopriremo insieme tutto quello che c’è da sapere sulla moka, dalle sue origini al suo funzionamento, passando per i consigli utili per preparare un caffè perfetto con questa immortale caffettiera!

Caffè Moka o caffettiera Moka?

Per prima cosa, bisogna fare una netta distinzione fra i chicchi di caffè moka e la caffettiera moka. Giusto per chiarire velocemente, i primi prendono il nome dalla città yemenita Mocha, un tempo il principale porto commerciale per il caffè. Il particolare caffè coltivato nella regione di Mocha era rinomato per il suo sapore ricco, al punto che i suoi chicchi venivano molto apprezzati dai commercianti europei. 

Tuttavia, le piante di caffè di Mocha vennero distrutte da una pestilenza nel XVIII secolo, e il commercio di caffè della città non riuscì mai più a riprendersi. Oggi i chicchi di caffè Mocha sono coltivati in altre parti del mondo, ma il loro sapore ricco e con un forte sentore di cioccolato rende ancora giustizia alle loro origini yemenite. Se combinata con latte e zucchero, la Moka crea una bevanda ricca e saporita, amata dagli appassionati di caffè di tutto il mondo.

Perché il nome Moka? Alcuni cenni storici

La storia delle caffettiere moka risale al XVIII secolo. La prima caffettiera di questo tipo venne realizzata in Arabia, e il suo nome (proprio come avviene per il caffè descritto poco sopra) è un omaggio alla città di Mocha nello Yemen. Queste prime caffettiere erano realizzate in ottone o rame, e in genere avevano un beccuccio lungo e sviluppato. 

Il caffè veniva messo nello strumento insieme all’acqua, e successivamente posto sul fuoco. La mistura iniziava a bollire, e la caffettiera veniva tolta dal fuoco e lasciata raffreddare leggermente. Questo ha contribuito a creare una bevanda più densa e concentrata rispetto agli altri caffè preparati all’epoca. Il caffè veniva poi versato nelle tazze e gustato. 

Oggi le caffettiere moka sono ancora realizzate con metodi simili, anche se ora sono tipicamente in acciaio inossidabile o alluminio. Non vengono più utilizzate su un fuoco da campo, ma sono ancora in grado di produrre una tazza di caffè ricca, forte e saporita. Se facciamo un salto in epoca moderna, la Moka che noi tutti conosciamo venne inventata da Alfredo Bialetti nell’oramai lontano 1933. 

Il primo prodotto dell’azienda fu una caffettiera in alluminio con un manico ergonomico in bachelite, che consentiva di posizionare lo strumento in un punto preciso sul fornello, assicurando una cottura uniforme del caffè. La Moka si evolvette nel tempo, assumendo la forma che oggi la caratterizza, ovvero la sua classica struttura ottagonale.

La caffettiera in questione venne brevettata dalla Bialetti, e si diffuse rapidamente in tutto il mondo. Per fare un esempio concreto, fra i paesi che adottarono subito la Moka troviamo la Spagna, il Brasile e il Portogallo.

Come è composta la caffettiera Moka e come funziona?

Non è affatto complesso capire com’è composta la caffettiera Moka, dato che essenzialmente la sua struttura prevede la presenza di tre pezzi. Abbiamo il bollitore o caldaia, il filtro con forma tipicamente ad imbuto, e infine il raccoglitore, ovvero il contenitore superiore adibito alla raccolta del caffè che salirà appunto dalla caldaia. Il funzionamento della Moka è essenzialmente una questione di fisica, e richiede un doveroso approfondimento.

In pratica, una volta posizionato lo strumento sul fornello, l’acqua presente all’interno del bollitore inizia a scaldarsi. Ciò consente all’acqua di aumentare il proprio volume, il che la porterà a salire in direzione del filtro, entrando a contatto con la polvere di caffè. Qui avviene dunque la fase di estrazione a pressione, che consentirà all’acqua di appropriarsi di tutti i sentori della polvere, compresa la caffeina e i vari composti responsabili del gusto e dell’aroma della bevanda.

Il processo è abbastanza lento, un po’ come avviene anche con la caffettiera napoletana o cuccumella. Una volta che l’acqua inizia a salire passando dal filtro, va raccogliendosi all’interno della camera superiore, dando vita alla magia. Cosa succede alla fine del procedimento? L’acqua diminuisce di volume, tornando al di sotto del livello del filtro ad imbuto, provocando un improvviso cambiamento dei livelli di pressione nella caldaia. 

Durante questa fase, nota anche come “vulcanica”, la pressione effettua una forte spinta nuovamente in direzione del filtro, provocando il tradizionale gorgoglio che accompagna sempre l’utilizzo della moka, causato dal vapore pressurizzato. A questo punto, è tutta una questione di tempismo. Se non si toglie immediatamente dal fuoco, l’acqua rovente inizierà ad estrarre dal caffè anche le componenti che nessuno di noi vorrebbe mai bere, e che sono responsabili del tipico sapore amaro della moka malriuscita!

Come preparare il caffè perfetto con la Moka?

L’utilizzo della caffettiera moka è una vera e propria arte, e ci sono diversi elementi che possono determinare la bontà (o meno) del risultato finale. Il primo consiglio riguarda la miscela di caffè da usare e, sebbene esistano diverse correnti di pensiero, gli esperti suggeriscono di usare sempre un caffè composto dal 50% al 70% di arabica, e dal 50% al 30% di robusta. La miscela in questione è ottima per ottenere una bevanda corposa e profumata.

Un altro fattore decisivo ai fini della preparazione della moka è il livello di tostatura del caffè. In tal caso il suggerimento è di optare per un caffè dal profilo tostato ma non troppo scuro, sebbene dipenda come sempre dai gusti. Una tostatura chiara è da preferire se si è appassionati di un caffè più dolce, mentre la tostatura scura è la migliore opzione per chi ama il caffè forte e dal gusto intenso.

Considera che esistono dei caffè realizzati appositamente con le caratteristiche giuste per la moka, e questa informazione viene sempre riportata nella confezione del prodotto. Fai molta attenzione, leggila sempre, perché altre miscele di polvere vengono invece prodotte per un uso con la macchinetta per l’espresso, e non sono per nulla adatte alla nostra caffettiera.

La macinatura perfetta per la moka è medio-fine, mentre la polvere per la macchinetta espresso ha una granulometria decisamente più sottile. La scelta del livello medio-fine serve per garantire che l’acqua entri in contatto con tutta la polvere di caffè, permettendole di sprigionare appieno tutti i suoi aromi e sapori in fase di estrazione.

Capitolo acqua. Qui la regola principale è: occhio al calcare, ovvero il principale nemico di una moka buona e preparata alla perfezione. Dunque meglio evitare l’acqua di rubinetto, preferendo l’acqua minerale in bottiglia, reperibile in qualsiasi supermercato.

Anche la quantità di caffè utilizzata è molto importante, e il livello della polvere non deve mai superare il bordo del filtro ad imbuto. Inoltre, è di fondamentale importanza evitare di pressare la polvere dentro al filtro: piuttosto conviene livellarla usando un coltello o l’estremità superiore del filtro stesso (un procedimento noto come aratura).

A questo punto si procede inserendo il filtro col caffè nella caldaia, e chiudendo la macchinetta avvitando il raccoglitore. Poi la moka dovrà essere sistemata sul fuoco, che dovrà essere acceso a fiamma bassa, per permettere una perfetta estrazione degli aromi dalla polvere. Cosa succede se prepari la bevanda su una fiamma alta? Il caffè risulterebbe banale e poco saporito, a causa del vapore, che passerebbe ad una velocità troppo rapida!

Un piccolo accenno lo merita anche il coperchio, che dovresti sempre tenere chiuso, per un motivo ben preciso: se lo tieni aperto, gli aromi del caffè si volatilizzerebbero nell’aria, riducendo la bontà della tua bevanda. Se vuoi approfondire ognuno di questi aspetti, ti consigliamo di leggere la nostra guida su come si fa il caffè usando la moka, così da avere tutti i dettagli!

Per concludere il discorso, come ti accennavamo poco sopra, dovrai spegnere il fuoco non appena la caffettiera inizierà a gorgogliare.

Quanti tipi di Moka esistono?

La moka più classica e diffusa è senza dubbio quella prodotta dalla Bialetti, una vera e propria icona di design. In realtà sul mercato esistono molti altri tipi di moka, che possono variare in base a determinate caratteristiche. Facciamo ad esempio riferimento alla moka per induzione, con un fondo in triplo strato acciaio-alluminio-acciaio, che consente di utilizzarla sui piani cottura con bobina magnetica.

Moka Express Bialetti, 2 Tazze
Moka Express Bialetti: è l'originale caffettiera, simbolo del Made in Italy, che offre l'esperienza del vero rito italiano di preparare un buon caffè; La sua forma unica risale al 1933, quando Alfonso Bialetti l’ha inventata; A renderla ancora più unica è l’iconico Omino con i baffi

C’è anche la moka elettrica, che non richiede l’utilizzo di un fornello, essendo dotata di una resistenza che riscalda l’acqua una volta collegata ad una presa elettrica. Questi modelli possono essere tecnologicamente molto avanzati, con un display che consente ad esempio di scegliere un livello di aroma particolare (leggero, medio o forte). Possono essere presenti anche altre opzioni speciali come la preparazione del caffè d’orzo, oppure come la funzione di mantenimento in caldo, oltre al timer e allo spegnimento automatico.

Moka Elettrica Bialetti, 2 Tazze
  • Bialetti, una storia italiana di creatività e passione dal 1921
  • La caffettiera perfetta da utilizzare fuori e dentro casa
  • L'Elettrika ha una valvola di sicurezza e un moderno manico ergonomico ed è in alluminio tornito doppio di alta qualità.
  • Una sintesi perfetta di design, funzione e qualità. Facile da pulire.
  • Il prodotto è previsto del tasto di accensione e spegnimento

La caffettiera napoletana, pur non essendo una moka vera e propria, merita comunque di essere inserita in questa lista. Lo stesso vale per le caffettiere in miniatura, note anche come “Moka 1 tazza”, che servono appunto per preparare una monoporzione di caffè. Per quel che riguarda il design, non è affatto detto che la moka debba avere una forma ottagonale. La stessa Bialetti, infatti, produce delle caffettiere cilindriche molto belle e ottime per chi preferisce uno stile diverso, come il modello New Venus.

Caffettiera Napoletana, 1-2 Tazze
Preparare un caffè con la Napoletana è un rito da seguire con cura, un rito divenuto vero e proprio simbolo di ospitalità e convivialità

Come scegliere la caffettiera Moka?

A questo punto dovresti aver oramai compreso tutti i segreti di una caffettiera Moka, ma è corretto approfondire il tema della scelta, dato che possono cambiare alcuni particolari specifici. Il primo è il fondo magnetico, indispensabile se hai intenzione di preparare il caffè sul tuo piano cottura a induzione. Per quel che riguarda il design, abbiamo già visto che esistono modelli classici (ottagonali) e altri con una forma differente.

Naturalmente è importantissimo valutare la capacità della caldaia, che definirà il numero di tazze che puoi preparare ad ogni giro della giostra. In commercio si trovano diversi modelli con capacità più o meno alta: si parte dalle monoporzione per 1 tazza, fino ad arrivare alle Moka 2 tazze, alle 3 tazze, alle 4 tazze e addirittura alle caffettiere 18 tazze. Generalmente, però, la Moka che abbiamo in casa ha una capacità perfetta per preparare 6 tazze di caffè (è la più diffusa in assoluto).

Anche la scelta del materiale con cui è realizzata la caffettiera è fondamentale: oltre all’alluminio (il materiale più comune), c’è anche l’opzione dell’acciaio inossidabile. L’acciaio è da preferire, soprattutto per via della sua robustezza, che garantisce così una durata maggiore nel tempo. Se si torna al design, alcune caffettiere moka vengono rivestite con il rame, per ottenere un effetto estetico particolare.

Infine, l’aspetto relativo alla sicurezza è fondamentale. In realtà tutte le caffettiere moka presenti sul mercato rispettano appieno gli standard di sicurezza imposti dalla Comunione Europea. Significa che sono tutte quante provviste di una valvola di sfiato per il vapore, che impedisce alla caffettiera di… fare il botto. Inoltre, sono realizzate con materiali inerti e privi di componenti tossiche, proprio come avviene con le padelle migliori.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo scoperto tutto quello che c’è da sapere sulla moka. Nello specifico, abbiamo visto qual è la sua storia, perché si chiama così, da quali parti è composta e come usarla per preparare un caffè perfetto. Noi ti consigliamo di fare molta attenzione ad alcuni fattori che vengono spesso sottovalutati, come la capacità della caldaia, la tipologia di materiali, la forma e il design, e il fondo per la cottura a induzione. Seguendo i nostri consigli, siamo sicuri che riuscirai a trovare la caffettiera ideale per te!

Ultimo aggiornamento 2022-12-07 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API


Lucia, fondatrice di tuttoperlacucina.com
Ciao, sono Lucia! Benvenuta/o in TuttoPerLaCucina, il mio piccolo spazio in cui catalogo tutti i migliori utensili per la cucina. Mi piace molto tutto quello che riguarda la cucina, il cibo, gli elettrodomestici e sperimentare nuove ricette. Da sempre le mie amiche mi chiedono consigli sugli elettrodomestici da acquistare. Così ho pensato di raccoglierli tutti qui!

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