Come fare il caffè con la moka

Ti stai chiedendo come fare il caffè con la moka? In questa guida ti spiegheremo tutti i segreti che dovresti conoscere!

Preparare il caffè con la moka in apparenza potrebbe sembrare semplice, ma non lo è per nulla. Capita spesso di bruciare la bevanda, o di ottenere un risultato acquoso. E quando succede, da inguaribili italiani quali noi siamo, la colpa non è mai nostra ma dello strumento. Posto che scegliere una buona moka rappresenta un passaggio cruciale per ottenere una bevanda soddisfacente e buona da impazzire, va anche detto che alle volte il risultato non positivo (se non addirittura pessimo) dipende dagli errori che commettiamo.

Non devi preoccuparti, perché in questo articolo passeremo in rassegna tutti i segreti e tutti i passaggi per preparare una moka come il caffè comanda!

Come fare il caffè con la moka: il procedimento

Moka Express Bialetti, 2 Tazze
Moka Express Bialetti: è l'originale caffettiera, simbolo del Made in Italy, che offre l'esperienza del vero rito italiano di preparare un buon caffè; La sua forma unica risale al 1933, quando Alfonso Bialetti l’ha inventata; A renderla ancora più unica è l’iconico Omino con i baffi

Chiariamo subito un fatto: la preparazione della moka di per sé non è poi così complessa, se si parte con le idee chiare sul procedimento. In fondo basta avere semplicemente la caffettiera, il caffè in polvere (possibilmente macinato sul momento) e un po’ d’acqua. Inoltre, è bene che la moka sia sempre pronta all’uso, dunque che sia stata pulita l’ultima volta che l’hai utilizzata. In alternativa la puoi pulire prima di fare il caffè, ovviamente!

Pulizia della moka

La pulizia della moka è un processo fondamentale, in quanto andrai ad eliminare tutti i residui lasciati dal caffè, che potrebbero compromettere la qualità della tua bevanda. Inoltre, è importante che tu pulisca sempre la caffettiera subito dopo aver preparato il caffè: in questo modo eviterai che il caffè diventi rancido. Una moka non pulita a dovere è un pessimo affare, in quanto può anche favorire lo sviluppo di batteri e funghi, oltre al problema del calcare.

Per la pulizia quotidiana della caffettiera puoi usare acqua e detersivo, avendo cura di risciacquare bene dopo, per eliminare tutti i residui del detergente. Se la moka è in pessime condizioni, invece, noi ti consigliamo di lasciarla ammollo in una soluzione di acqua e aceto per una notte intera, così da sgrassarla a fondo e farla brillare come uno specchio.

Per quanto riguarda le parti più delicate, come la guarnizione e il filtro, ti consigliamo di utilizzare una spazzola con setole morbide (uno spazzolino da denti può andare bene), assicurandoti di rimuovere qualsiasi residuo di polvere di caffè. Questi sono due elementi cruciali della caffettiera: se non funzionano correttamente, la tua bevanda non sarà all’altezza delle tue aspettative!

Macinatura del caffè

Ora che la moka è bella linda, e pronta all’azione, devi fare in modo che sia in grado di mantenere tutto l’aroma del caffè. L’unica maniera per riuscirci è acquistare una miscela di qualità e soprattutto macinare i chicchi sul momento. Si tratta di una regola aurea che citiamo spesso nel nostro blog, e che ti consentirà di ottenere un ottimo caffè, sempre e comunque, rispettando il suo aroma e il suo sapore originale.

L’ideale è utilizzare un macinacaffè manuale, ma va bene anche il macinino elettrico, sebbene il rispetto delle tradizioni sia fondamentale per la corretta riuscita di un caffè moka degno della storia della Bialetti. La cosa che conta è che i chicchi siano macinati in una grana più grossolana rispetto alla polvere che useresti per preparare un italianissimo espresso, in modo che possano rilasciare tutti i loro aromi e dare corpo alla bevanda durante la fase di estrazione.

Il fattore acqua per la moka

Scegliere l’acqua giusta per preparare il caffè con la moka è un altro passo fondamentale, e deve rispettare determinati requisiti. L’acqua ideale è sicuramente quella sorgiva, perché ha un pH neutro. Inoltre, l’acqua di sorgente è caratterizzata da una bassa durezza, il che significa che non è particolarmente ricca di calcare: altro punto a suo favore. Non si tratta di una rarità, dato che puoi trovarla in qualsiasi supermercato!

In alternativa, puoi anche utilizzare dell’acqua minerale naturale, a patto che abbia un livello medio di durezza, come sempre per la questione del calcare. Inoltre, è importante che sia versata nelle giuste quantità, ovvero quanto basta per riempire la piccola camera (caldaia) della caffettiera, ma senza superare la valvola interna. Anzi, il livello dell’acqua dovrebbe arrivare esattamente un pelo sotto la valvola. Il motivo? Un solo millimetro di errore e ti ritroverai nella tazza un caffè troppo acquoso o eccessivamente ristretto.

E la temperatura? Anche in questo caso bisogna aprire un discorso a parte. Stando agli esperti, dovrebbe raggiungere una temperatura massima pari a 90 gradi circa. Si tratta di un valore ideale per due motivi: non arriva al punto di ebollizione (100 gradi), ma si scalda quanto basta per causare l’aumento della pressione necessario per l’estrazione del caffè, seguendo il fenomeno fisico delle leggi del gas. Naturalmente all’inizio l’acqua dovrebbe essere a temperatura ambiente, dunque né calda né fredda!

Riempire la moka con il caffè

Ora che abbiamo chiarito un po’ di cose in merito all’acqua, arriva il momento di passare al grande protagonista della scena: la polvere di caffè. In tanti si chiedono quanto riempire il filtro della moka, e anche in questo caso esiste una regoletta che conviene sempre seguire. E la regoletta in questione dice: rispetta sempre le proporzioni con l’acqua (1 parte di caffè per 10 parti d’acqua, quindi 1 grammo di caffè per ogni 10 grammi d’acqua). 

Chiaramente il modo più semplice per spaccare il capello è pesare sia l’acqua sia la polvere con una bilancia elettronica, avendo cura di tararla per evitare di considerare anche il peso della caffettiera. Con una classica caffettiera Bialetti, dovresti utilizzare circa 7,5 grammi di caffè per 75 grammi di acqua. A questo punto, dopo averla inserita nel filtro, lasciala lì tranquilla ed evita di pressarla. 

Allo stesso tempo, evita di riempire all’eccesso il filtro creando una montagna di caffè: anche se qualcuno ti dirà che va fatto così, in realtà si tratta di uno degli errori più comuni. In estrema sintesi, la polvere di caffè dovrebbe limitarsi a raggiungere il bordo del filtro, senza strabordare, perché in quel caso uscirà durante la fase di estrazione e troverai i fondi di caffè nella tua tazza (e non è un piacere).

Preparazione del caffè moka

Una volta posizionato il filtro con la polvere di caffè nella caldaia della caffettiera, riempita in precedenza con l’acqua, ora non ti resta altro che avvitare la parte superiore della moka e mettere lo strumento sul fornello. Qui interviene un’altra regola che dovresti seguire come un mantra: no alla fiamma alta, se non vuoi avere la quasi certezza di bruciare il caffè. La fiamma, infatti, dovrebbe restare sempre bassa, e anche in questo caso c’è un motivo.

Nello specifico, una fiamma bassa consente all’acqua di riscaldarsi seguendo i tempi necessari per generare la pressione e per consentire così l’estrazione del caffè. Ne approfittiamo per ricordarti che l’acqua non deve bollire, dunque dovrebbe fermarsi ad un massimo di 90 o 92 gradi. In questo modo l’aria all’interno della caldaia potrà dilatarsi per far partire il processo di estrazione. Cosa che avverrebbe anche con l’acqua in ebollizione, ma il risultato sarebbe pessimo. La ragione? L’acqua passerebbe troppo rapidamente, regalandoti un caffè sciapo o peggio ancora amaro.

Con una temperatura di 90 gradi, invece, estrarrai soltanto gli aromi della polvere, così da goderti un caffè moka degno di questo nome. A costo di risultare noiosi, vogliamo sottolineare che un errore compiuto con la fiamma e dunque con la temperatura dell’acqua produrrebbe un caffè davvero pessimo. Si tratta quindi di un fattore non semplicemente importante, ma cruciale per la corretta preparazione della bevanda.

A questo punto occorre parlare anche del coperchio, che dovresti sempre tenere chiuso. Chiudendo la “testolina” della moka, impedirai agli aromi del caffè di fare le valigie e di trasferirsi nell’aria della cucina. Certo, potrebbe essere piacevole all’olfatto (e lo è), ma alla fine dei giochi ti ritroverai con una bevanda povera di sapore. Infine, non appena senti che l’acqua comincia a gorgogliare, sai che è arrivato il momento di spegnere la fiamma. Generalmente passano circa 60 secondi, ma si può arrivare anche a 2 minuti, dipendentemente dalle dimensioni della caldaia e dalla quantità di acqua che contiene!

Se non vuoi rischiare di bruciare il caffè, puoi tenere aperto il coperchio per controllare visivamente quando inizia il gorgoglio e quando esce. Ti ripetiamo, però, che così facendo buona parte degli aromi si volatilizzerà nell’aria, invece di restare nella bevanda, e non sarà la stessa cosa.

Arriva il momento di servire il caffè

Ci siamo: se hai seguito tutti i passaggi, sarai finalmente riuscito a preparare una moka buonissima, corposa, non amara e saporita. Ma prima di servire il caffè, noi ti consigliamo di mescolarlo con un cucchiaino quando si trova ancora dentro la tua caffettiera. Questo passaggio serve per amalgamare il caffè in modo uniforme, e per assicurarti che la bevanda risulti omogenea. Ne approfittiamo per specificare che la moka viene generalmente servita in tazze piccole, quasi come un espresso.

Domande frequenti ed errori da evitare

Dopo aver letto questa guida, dovresti aver capito come fare il caffè con la moka, seguendo tutte le regole e i trucchetti dei professionisti che amano preparare un “caffè scientifico”. Di contro, useremo questa sezione per sottolineare ancora una volta alcuni passaggi cruciali, e per chiarirti le idee su alcuni falsi miti che – purtroppo – spesso producono un pessimo caffè.

Quando è il momento di spegnere il caffè con la moka?

Quando la temperatura raggiunge i 90 gradi, dunque poco prima dell’ebollizione dell’acqua. Ci sono vari modi per capire quando arriva il momento di spegnere il fornello. Puoi orientarti visivamente tenendo aperto il coperchio, ma così sprecheresti l’aroma del caffè. In alternativa puoi aguzzare i timpani e sentire quando inizia il gorgoglio, e questo è il metodo migliore in assoluto!

Quanto caffè va messo nella moka?

In questo caso basta seguire una semplice regola. Se vuoi preparare un caffè super, devi mettere esattamente 1 parte di polvere ogni 10 parti di acqua, quindi un grammo di caffè per 10 grammi di acqua. Se rispetterai questo rapporto, avrai un caffè bello tosto, ma mai amaro.

Quanta caffeina contiene il caffè moka?

Una tazzina di caffè da 35 ml preparato con la moka può arrivare a contenere circa 120 milligrammi di caffeina. Questo per via del fatto che il processo di estrazione è più lento rispetto al comune espresso, e la quantità di caffeina dipende anche da questo valore. Di conseguenza, occorre sfatare un altro mito: no, il caffè espresso non contiene più caffeina di quello preparato con la moka, ma l’esatto contrario.

La moka può essere pulita con il detersivo?

Non solo puoi pulire la moka con il detersivo, ma dovresti farlo tutte le volte che la lavi. Il motivo? La polvere di caffè tende a depositarsi sulle pareti della caffettiera e con il tempo potrebbe formare una sorta di crosta, che la renderebbe difficile da pulire. I residui di caffè vengono di fatto composti non solo dalla polvere, ma anche dall’olio rilasciato in fase di estrazione. Se preparerai il caffè con una moka sporca, il risultato sarà rancido e imbevibile!

Posso pressare la polvere dopo averla messa nel filtro?

Assolutamente no. La polvere dovrebbe riuscire ad entrare nella sezione del filtro senza avere la necessità di pressarla. Nello specifico, dovrebbe raggiungere un livello “a raso” con il bordo superiore del filtro, ma puoi comunque pareggiare il livello aiutandoti con il dorso di un coltello, così da “spianare” la montagnetta. Purtroppo molti italiani la pressano, nel tentativo di replicare il cosiddetto “effetto cialda” dei caffè preparati al bar, ed ecco un altro falso mito da sfatare.

Posso preparare un espresso con la moka?

Chiudiamo questa lunga guida su come fare il caffè con la moka con una brutta notizia: sì, puoi usare questa caffettiera per preparare l’espresso e no, non potrai mai ottenere un risultato paragonabile a quello dei bar. Questo per via del fatto che durante la preparazione dell’espresso, l’acqua deve scorrere ad alta pressione (circa 9 bar). La moka, invece, generalmente non permette di superare una pressione massima di 1,5 bar circa.

Ultimo aggiornamento 2022-12-07 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API


Lucia, fondatrice di tuttoperlacucina.com
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