Caffè espresso: tutto quello che c’è da sapere

Quando in Italia si parla di caffè, il pensiero vola immediatamente al caffè espresso. Si tratta infatti di un qualcosa che va ben oltre il mero concetto di bevanda: un vero e proprio status symbol, un elemento fondante delle tradizioni tricolori e del made in Italy. Non a caso, l’espresso è noto anche come “caffè all’italiana”.

In realtà la preparazione di questa bevanda non è affatto complessa, e la sua fama deriva (oltre che dal gusto forte e intenso) anche dalla rapidità con la quale si prepara. E ancora una volta, ecco che i nomignoli che gli sono stati affibbiati nel tempo rendono più che bene l’idea: in questa circostanza, si fa riferimento all’etichetta “caffè istantaneo”.

Se da un lato la preparazione è facile e veloce, dall’altro lato non bisogna commettere l’errore di dare troppo per scontato questo caffè. L’espresso, infatti, ha tantissime cose da dire, e noi oggi scopriremo tutto quello che c’è da sapere sul caffè in assoluto più amato e bevuto dai cittadini della Penisola!

Caratteristiche del caffè espresso

L’espresso è una bevanda che viene ottenuta forzando il passaggio di acqua calda attraverso la polvere dei chicchi di caffè, macinati più o meno finemente e pressati. La bevanda in questione viene quasi sempre servita in piccole tazze da 30 ml, mentre il suo sapore (com’è ovvio che sia) è piuttosto forte e intenso.

L’espresso viene preparato usando una macchinetta del caffè apposita, che spinge l’acqua calda attraverso la polvere generando una pressione piuttosto elevata (un procedimento noto anche come percolazione). Questo sistema consente di estrarre dal macinato un aroma e un sapore più decisi, rispetto ad altri metodi di preparazione, come nel caso del caffè filtro, che invece si rivela più dolce e meno forte.

Per fare l’espresso secondo le tradizioni italiane, la macinatura del caffè dev’essere piuttosto fine. Se è troppo grossolana, l’acqua non sarà in grado di estrarre tutto il sapore dalla polvere di caffè. Al contrario, se i chicchi sono stati macinati con una grana troppo fine, l’acqua passerà attraverso la polvere con una velocità eccessiva, e il gusto del caffè risulterà debole e scialbo. 

La macinatura dovrebbe quindi essere una perfetta via di mezzo tra questi due estremi. Inoltre, è bene sottolineare che la polvere agisce anche da filtro: l’acqua calda la attraversa e, nel farlo, ristabilizza la propria pressione portando quest’ultima al livello atmosferico. Infine, non conta solo la grana della macinatura ma anche l’omogeneità del risultato. Quando si macinano i chicchi, infatti, è di fondamentale importanza ottenere dei granelli di polvere uniformi. Non a caso, è per questo motivo che nei bar si usa un macinacaffè professionale!

Come si fa un buon caffè espresso?

La questione è molto semplice. La prima regola è la seguente: il caffè in grani dovrebbe essere macinato lì sul momento, dunque poco prima di preparare l’espresso. In caso contrario, l’aroma dei chicchi potrebbe svanire e disperdersi nell’aria, dando come risultato un caffè meno profumato e non all’altezza delle tradizioni tricolori.

Detto ciò, la preparazione dell’espresso è piuttosto veloce, e infatti il getto di acqua calda pressurizzata impiega non più di 25-30 secondi per attraversare la polvere di caffè. Inoltre, è bene specificare che di solito – per la preparazione di un espresso – si utilizzano circa 7 grammi di caffè macinato e pressato. Il risultato di questo procedimento, noto anche come percolazione, è una tazzina da 30 ml circa contenente un caffè piuttosto forte e aromatico, pronto per essere gustato!

Chiaramente la bontà del risultato finale dipende da svariati fattori. Innanzitutto dalla qualità del caffè, ma anche dal suo grado di macinatura e persino da come lo si pressa. Anche la temperatura deve essere adeguata, e lo stesso discorso vale per il procedimento di estrazione. Una volta messi a posto questi dettagli, la fisica e la chimica faranno il resto del lavoro al posto tuo.

Quale caffè usare per la macchina da espresso?

In linee generali il caffè espresso non fa riferimento ad una tipologia di caffè specifica, ma piuttosto al procedimento necessario per estrarre aroma e gusto dalla polvere rapidamente. Significa che, in via teorica, tu potrai usare qualsiasi tipologia di caffè con la tua macchina per fare l’espresso. Ma soltanto in via teorica perché, come detto, il caffè deve avere determinate caratteristiche, come l’utilizzo di una macinatura fine (ma non troppo).

Se si parla della miscela, ovviamente tutto dipende dai tuoi gusti personali. A tal proposito ti consigliamo di leggere la nostra guida sulle differenze tra Arabica e Robusta, per farti un’idea più precisa in merito a questo argomento!

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Quanto caffè serve per un espresso?

Come abbiamo sottolineato poco sopra, per preparare un buon espresso hai bisogno di circa 7 grammi di caffè macinato. Si tratta di una quantità perfetta per la preparazione di questa bevanda e, anche se in apparenza potrebbe sembrarti troppo, in realtà non lo è affatto. Se userai meno caffè l’espresso risulterà acquoso e con un sapore scarso e insignificante. Viceversa, se utilizzerai una quantità superiore, la bevanda sarà davvero forte e amara, quasi imbevibile.

Come fare un caffè espresso cremoso?

caffè espresso cremoso

L’espresso, per sua natura, è un caffè forte e caratterizzato da una consistenza piuttosto cremosa. O almeno, così dovrebbe essere e così lo fanno i migliori bar italiani. Purtroppo a casa il risultato potrebbe essere eccessivamente “annacquato”, soprattutto se non userai la classica macchinetta per l’espresso. Nello specifico, è importantissimo che la pressione dell’acqua calda raggiunga come minimo 9 atmosfere.

Usando una macchina di qualità scadente, o azzardando con la moka, alla fine otterrai un risultato scarso e poco cremoso. Questo per via del fatto che soltanto le migliori macchinette per il caffè domestiche raggiungono e superano una pressione di 9 atmosfere. Per farti un altro esempio pratico, con la moka è impossibile superare il valore di 1,1 atmosfere.

Naturalmente, se speri di ottenere un caffè espresso cremoso come quello del bar, a noi tocca infrangere il tuo sogno (purtroppo). A meno di non spendere tanti soldi per un apparecchio professionale, le differenze ci saranno e alle volte saranno anche notevoli. Tutto, come sempre, dipende dalla pressione e dall’estrazione!

Dove è stato inventato l’espresso?

angelo moriondo inventore del caffè

Ora che abbiamo scoperto insieme le caratteristiche di questa bevanda, e come la si prepara nella maniera corretta, è giusto dedicare un piccolo spazio alla storia di questo caffè. L’espresso nasce a Torino nel 1884, per mano di Angelo Moriondo, imprenditore e proprietario dell’American Bar in Via Roma. Moriondo, che di mestiere faceva anche l’inventore, sviluppò una particolare macchinetta in grado di produrre il famoso “caffè istantaneo”, per ridurre i tempi d’attesa nel servire la clientela.

La macchina per il caffè espresso venne brevettata, ma Moriondo non utilizzò mai il brevetto a livello commerciale e industriale. Fu il milanese Luigi Bezzera a sfruttare l’intuizione di Moriondo, proponendo nel 1901 una versione della sua macchinetta con una serie di modifiche ad hoc. Poi, nel 1902 fu Desiderio Pavoni a rilevare il brevetto della macchina e a commercializzarla, ma ai tempi si utilizzava il vapore. L’espresso moderno nasce invece nel 1938, per merito di Achille Gaggia, che viene ad oggi considerato il papà di questa bevanda. 

Fu infatti Gaggia a progettare e a lanciare una macchina per l’espresso con sistema a pressione, e non più a vapore!

Ultimo aggiornamento 2022-10-05 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API


Lucia, fondatrice di tuttoperlacucina.com
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